- On Air -
Che bella che è la notte! Tutti dovrebbero vivere di notte. O forse no. La sua bellezza è inversamente proporzionale alla quantità di gente che c'è in giro.
Macchine che silenziose sfilano accanto alla mia. I colori dei fari sono "stellati" dalla nebbiolina che c'è fuori. Vado piano stanotte, non ho fretta. Colpa di Morfeo che oggi non mi cerca.
Poco male -mi son detto- adesso mi alzo e mi preparo.
Maglietta-maglione-sciarpa e sono in macchina. Chissà tutta questa gente dove va. In fondo sono le due e mezzo. In fondo è venerdì. Ragazzi che tornano ai loro letti. Mamme in piedi ad aspettare. Fornai che iniziano la propria giornata. Ed il mondo, che anche se è presto, anche se in parte, inizia ad oliare gli ingranaggi.
Tutto questo mentre l'autoradio mi manda canzoni conosciute. Il palinsesto è sempre quello a quest'ora. Lo conosco a memoria. Un altro giro e poi smetto -giuro a me stesso-.
La strada è di quelle piccoline, quelle dove devi andare in retromarcia se incontri un altro mezzo; ma chi vuoi che ci sia a quest'ora? Palazzi tutt'attorno, qualche luce ancora accesa, case di studenti dove l'orario è un optional. Vorrei entrare in ognuna di quelle case, per spiare-parlare-raccontare-farmi raccontare i drammi e le felicità di tutti i giorni.
Saluto un amico. Un caffè prima di iniziare. Il segnale orario segna le 3.30
Metto le cuffie, un segno dall'altra parte del vetro e sono On Air e...

"Vivo, mi piace la notte e ci vivo
con le mie sigarette e il piatto che gira
e dietro ai vetri la città
Strano, il microfono è come un bambino
gli parlo e non so
se dorme o mi ascolta
la luce è sciolta nel caffè"









I've got you under my skin - Frank Sinatra
Dovrei decidermi a rifare visite e analisi mmm
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